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28 ottobre 2007

Recensioni di Film [A]

Recensioni di Film [A]

Abyss, The
Un gruppo di studiosi parte per una spedizione di soccorso ad un sottomarino nucleare affondato. Presto entrano in contatto con una misteriosa creatura, la prima sullo schermo tutta animata in digitale, era il 1989. James Cameron fa esperimenti prima di Terminator 2 e racconta un bel film di avventura, capace di intrattenere il pubblico dell'epoca
Giudizio: Carino, forse un po' lento

Ace Ventura, l'Acchiappanimali e Ace Ventura Missione Africa
Jim Carrey esordisce un po' con questo ruolo demenziale di investigatore privato specializzato in animali. I due film sono gradevoli a vedersi, adatti sicuramente a tutta la famiglia.
Giudizio: Carini ma niente di più

Aereo più pazzo del mondo, L'
In questa commedia anni '80, un volo aereo ha delle difficoltà ad atterrare per via del malessere dell'equipaggio dovuto alla cena. Solo un ex pilota potrà farlo atterrare, aiutato dalla sua ex fidanzata che fa l'Hostess. Gag e trovate con tipico umorismo alla fratelli Zucker, il film è il papà di tutti quelli che verranno dopo, da La Pallottola Spuntata a Hot Shots. Da vedere come capostipite del genere comico demenziale
Giudizio: Non male


Ai Confini del Mondo (Pirati dei Caraibi)
Finale della prima trilogia dei pirati: il film è confusionario e pieno di trovate un po' forzate. Non basta più la comicità di J. Depp a evitare l'affondamento della nave. Eppure al botteghino è immeritatamente premiato. Meglio dimenticarlo: purtroppo va visto per fini di trama e apprezzare il quarto episodio.
Giudizio: davvero brutto



Air America
Mel Gibson interpreta una specie di pirata dell'aria che contrabbanda roba al confine tra Laos e Vietnam durante la guerra che ha insaguinato il sudest asiatico. Robert Downey Jr. è un reporter a caccia di storie e ne troverà parecchie. Un po' di cinismo e umorismo per un cocktail ben riuscito.
Giudizio: Non male




Al Vertice della Tensione

Storia alla Clancy: un gruppo di terroristi fa esplodere un ordigno nucleare in America, e pianifica di farne esplodere un secondo per poi dare la colpa alla Russia. Ben Affleck e Morgan Freeman corrono di qua e di là per impedire una terza guerra mondiale, che se fosse scoppiata davvero avrebbe almeno dato qualcosa di movimentato ad un film lento e prevedibile, inclassificabile come thriller o film d'azione, resta un fantapolitico noioso e lento
Giudizio: C'è di meglio per il suo genere

Alexander
Oliver Stone ci racconta l'estenuante avventura di Alessandro Magno, interpretato da un inadatto Colin Farrel, troppo vecchio per il ruolo sebbene il trucco faccia miracoli in alcune scene. Il film è lento, tremendamente prolisso e troppo lungo. Peccato perchè avrebbe potuto conquistare il suo genere di fronte a film di dubbio gusto come Troy o esagerazioni fumettesche, pur belle, come 300. Buona la prova di Val Kilmer nel ruolo di Filippo il
Giudizio: Troppo lento, troppo lungo.

Altra donna del re, L'
Maria e Anna Bolena (Scarlett Johansson e Natalie Portman), sono le favorite di Enrico VIII (Eric Bana). Il Re inglese, desideroso di avere un erede maschio che Caterina d'Aragona non ha saputo dargli, entrerà in un triangolo amoroso con le due sorelle. Storia classica in costume, senza colpi di scena, un po' insipida.
Giudizio: Senza pretese, modesto.

Ali della libertà, Le
Tim Robbins viene accusato di omicidio della moglie e dell'amante, ingiustamente. Si becca due ergastoli e viene sbattuto in un carcere dove subisce vessazioni di ogni tipo, mentre il direttore continua i suoi sporchi traffici. Morgan Freeman è l'amico e la spalla buona del film, in un ruolo indimenticabile, per un film molto profondo e piacevole da vedere.
Giudizio: Consigliato

Alice in Wonderland
Eh si... anche Tim Burton come altri registi, arriva ad un punto della sua carriera in cui sente il bisogno di fare marchetta. E così il suo pupillo Johnny Depp. Alice in Wonderland non è per nulla collegato al cartone animato Disneyano del quale non si propone nemmeno come remake, ma come pseudoseguito, tutto sommato slegato. E non è nemmeno ispirato al romanzo di Carroll, se non nei personaggi. Il film, seppur con un discreto per quanto centellinato 3D, è un grosso videogioco separato in livelli, apparentemente slegati tra loro. Non c'è trama, e si assiste solo ai vari incontri che una odiosissima Alice fa nel paese delle meraviglie. Effettoni digitali ormai da sbadiglio, atmosfera dark tipicamente burtiana ma scontatezza globale del finale, assurdità e non ilarità dei dialoghi. Si salva solo la Bonham Carter, moglie di Burton, che fa una buffa Regina Rossa, ma la Regina di Cuori del cartone è distante anni luce, ed è meglio appunto non confrontare il film con quest'ultimo: non c'è gara ed è un confronto scorretto. Delusione Depp a tutto tondo: personaggio ricaricaturizzato da se stesso, è un Wonka-Jack Sparrow assolutamente senza carisma, siamo forse davanti al peggiore risultato del duo Burton-Depp. Dove sono finiti Edward Mani di Forbice, Big Fish, Batman.. persino Sleepy Hollow è più carino. Bah.
Giudizio: altamente sopravvalutato.

Alice nel paese delle meraviglie (Disney)
Indimenticabile cartone Disney, un po' psichedelico (anticipa di 10 anni gli anni '60), con personaggi e battute memorabili e forse le migliori canzoni che hanno reso celebri i lungometraggi della casa americana. Da vedere con i più piccoli.
Giudizio: Davvero ben fatto.

Alien (saga)
Sicuramente una delle più famose saghe anni '80, Alien lascia comunque nella storia del cinema diverse eredità: dall'alieno bruttissimo, spaventoso e bavoso, alla figura forte di Ripley (Sigourney Weaver) e alle scene di azione del secondo episodio di J. Cameron. Gli episodi dopo il due, tuttavia perdono gran parte del loro fascino, e riducono questa saga come l'ennesima successione di film scollegati e ripetitivi.
Giudizio: Bisognerebbe almeno avere visto i primi due

Alien vs. Predator
Raul Bova viene tirato in mezzo in questo film assolutamente inconsistente, brutto anche come film d'azione, prevedibile e pieno di buchi, che lasciano uscire abbondante acido alieno da tutte le parti. La figura di Predator esce per fortuna indenne dal film, che potete tranquillamente evitare.
Giudizio: Da dimenticare.

Alla Ricerca di Nemo

Il pesce Marlin cerca il suo figlio Nemo, disperso nella barriera corallina e in seguiti finito a Sydney. Animazione superba per questo film in CG della Disney, che però ha il difetto di essere troppo per bambini
Giudizio: Carino

Allenatore nel Pallone, L'
Film trash anni '70-80, con Lino Banfi in piena Commedia all'Italiana, riesce comunque a spiccare oltre il genere ed essere ricordato per le gag comunque esilaranti. Amato particolarmente dai calciofili dove ha raggiunto lo stato di stra-cult, è un film bello se piace il genere.
Giudizio: Ottimo per una serata da ridere

Altra metà dell'amore, L'
Una giovane ragazza giunge in un college e viene messa in stanza con due coetanee che hanno però una relazione lesbica, che una delle due ragazze però, decide di interrompere per paura delle ripercussioni. Un film sull'identità sessuale, e sulle difficoltà ad ammettere l'omosessualità. Rischia purtroppo di essere noto solo per le effusioni a letto delle due giovani protagoniste, mentre i suoi temi potevano essere approfonditi meglio.
Giudizio: Si poteva fare di meglio, ma comunque si può vedere.

Altrimenti ci arrabbiamo
Bud Spencer e Terence Hill si "arrabbiano" per la loro Dune Buggy rossa con cappottina gialla. E sono botte da orbi. Non il più bel film dei due, però notevole per due brani musicali (il coro dei pompieri, e la sigla), mentre per il resto la formula è quella di sempre
Giudizio: Carino


Amadeus

Salieri racconta la storia di W.A. Mozart, i suoi eccessi e la sua sofferenza. Un film maestoso e ben ricostruito, da vedere per gli amanti del genio austriaco ma anche per gli altri. Ottima la ricostruzione psicologica del genio.
Giudizio: Notevole

Amante, L'
Una giovane ragazzina francese si innamora di un cinese ricco e molto più vecchio di lei, nell'indocina anni '20. Nasce una storia d'amore un po' malsana piena di riflessioni, in un perfetto romanzo trasposto in pellicola. Forse non indimenticabile, ma adatto se piace questo tipo di storie.
Giudizio: Non adatto a chi è in cerca d'azione

Amarcord
Capolavoro di Fellini, uno spaccato dell'Italia durante il ventennio, della giovinezza e della vita in Romagna in quel periodo. Tremendamente autobiografico e teatrale, malinconico e gioviale. Ottimo.
Giudizio: Uno dei più bei film italiani

American Beauty
Grandiosa critica alla società americana fatta di lustrini. Superbi Kevin Spacey e Annete Bening in piena crisi di mezz'età lui, moglie trofeo lei, piena di insicurezze negli Stati Uniti dove solo chi vince contra. Gli fanno da contro la loro figlia (Tora Birch) e il figlio dei loro vicini, che danno una lezione importante a tutti, compresa alla biondina amica di lei, insopportabilmente appariscente. Da vedere assolutamente.
Giudizio: Molto bello

American Gangster
Ridley Scott (Blade Runner), ci presenta questa storia dell'America durante la guerra del Vietnam, presentandoci la vicenda dell'unico boss di colore di New York: Frank Lucas (Denzel Washington). Fantastica vicenda poliziesca, girata ad arte come grossa indagine, con un parallelo tra la storia del boss e quella del detective Richie Roberts (Russel Crowe).
Scott fa un film senza sbavature: pochissime scene d'azione, ma ben girate, e l'indagine che prende corpo sotto gli occhi dell'audience in maniera chiara. In alcune scene si finisce anche per fare il tifo per Lucas, mentre in altre lo si condanna senza pietà. Denzel Washington assolutamente sopra Crowe come recitazione, ma anche Russel se la cava egregiamente. Qualche cameo interessante come quello di Cuba Gooding Jr. e Armand Assante. Unico neo è la durata del film che comunque non si accusa, ma andate a vederlo al primo spettacolo, perchè sono 2 ore e mezza.
Il personaggio di Crowe è narrativamente molto meno interessante di Lucas, poichè la sua vicenda umana si spegne quasi subito, mentre resta solo un indagatore. Invece seguiamo tutti gli artifici che Denzel Washington ci porta recitando in maniera esplosiva (specie quando s'arrabbia). Ci resta il dubbio su come considerare Lucas? Un produttore di morte? Un semplice procuratore di merci illegali? Tra tutti questi dubbi, infine ci resta un grande messaggio: Lucas non piacque ai suo colleghi, perchè rappresentò il progresso. E il progresso non va a chi non vuole che tutto cambi.
Giudizio:
Ottimissimo poliziesco.

American History X
Edward Norton raggiunge l'apice interpretando un neonazista americano, in un film che non può che fare riflettere l'audience. Un film dove tutti sbagliano, neri e bianchi, dove nessuno vince e dove a perdere è la società, e la famiglia. Assolutamente da non perdere.
Giudizio: Molto bello

American Pie

Commedia pseudodemenziale americana, interpretata da attori giovani, che strappa più di un sorriso. Quattro ragazzi giurano di perdere la verginità la sera del famigerato ballo di fine Liceo, in mezzo a gag di ogni tipo, alcune riuscite altre meno. Si ride però.
Giudizio: Ottimo per una serata da ridere

American psycho
Christian Bale interpreta uno yuppie anni '80, dai modi cortesi di giorno, ma pieno di ossessioni e che di note diventa violento e perverso. Ambiguo film con finale a sorpresa, poco chiarificante. Film denso di critiche nascoste all'epoca degli squali di Wall Street, da guardare a cervello acceso con un occhio alla memoria di quel periodo.Tutto sommato complesso e poco condito di interesse, è come un gioco di prestigio del quale alla fine si scopre il trucco: perde valore.
Giudizio: più che sufficiente.

Amore e il sangue, l'
Un gruppo di mercenari nell'Europa del 1501, è tradito dal proprio ingaggiatore, il nobile Arnolfini. Martin (Rutger Hauer) guida i suoi compagni in una scia di violenza e saccheggi, in cerca di gloria, guidato da una statua di San Martino e da un prete pazzo. Ma l'incontro con Agnese (Jennifer Jason Leigh), già promessa al figlio del giovane Arnolfini, complicherà tutto. Storia cappa e spada con una trama da quinta elementare, psicologia dei personaggi decisa scena per scena con un tiro di dado, e bei costumi. Film un po' grottesco, ma molto anni '80. Dal regista di Robocop, Verhoeven, colonna sonora epica ma ripetitiva di Basil Poledouris. Il film però a tratti sa affascinare per il racconto di un epoca post-medievale piena di superstizione e violenza.
Giudizio: passabile.






 
Angel Heart - Ascensore per l'inferno
Mickey Rourke, quando era ancora un belloccio sex symbol degli anni '80, è un investigatore privato assoldato da Robert De Niro per trovare un misterioso cantante, Johnny Favorite, sparito durante la guerra. La usa indagine lo condurrà nel mondo dell'esoterismo di New Orleans, in un noir mistico-religioso dove gli omicidi accompagnano come un nero corteo il protagonista.
Giudizio: Non più che carino, un po' lento e mistico.

 
Angeli e Demoni
Oops they did it again. Ron Howard (ex Ricky Cunningham di Happy Days) rivede Dan Brown per una seconda volta e ci porta Angeli e Demoni. Il film è purtroppo un mezzo remake del Codice da Vinci, ma attinge a piene mani anche da altre storie (non ultima quella di "Seven", dove i 7 peccati capitali sono sostituiti dai 4 elementi dell'universo...). Quasi tutto ambientato a Roma, ricostruisce una fase di conclave alquanto concitata da un temuto attentato durante l'elezione del nuovo Papa.
Le scene non sono quasi mai d'azione, piuttosto sono un via vai di sbirri papali per Roma, accompagnati da Tom Hanks e la sua adorabile (???) assistente. Tra killer poco carismatici e camerlenghi parà della Folgore, e il bombone antimaterioso, si arriva al finale col botto, e che botto! Non manca la sorpresona spiazza-audience. Buona la scelta di Ewan McGregor che però interpreta un po' di nuovo se stesso come Obi-Wan Kenobi in tonaca nera. Hanks abbastanza sotto tono, anonima la sua compare, algido quanto serve il capo delle guardie svizzere (già Sputafuoco Bill Turner dei "Pirati"), un po' lasciato in disparte il bravo Pierfrancesco Favino, ma vederlo di nuovo in un film internazionale fa comunque piacere (anche se l'altra volta era per Narnia...............).Dal punto di vista visivo il film è abbastanza potente. La tensione non è mai però così forte da tenere incollati alla poltrona e più di una volta sembra che Langdon trovi gli indizi " a botte di culo" che sinceramente dopo la terza diventano un po' troppe. Howard tenta di mitigare le polemiche con la Chiesa inserendo una scena finale di distensione pacioccosa che sa di sforzato, ma tutto sommato il film si salva. Si salva, ma affonda se rapportato al ben più interessante Codice da Vinci.
Giudizio: Diciamo che potrete vivere tranquillamente senza averlo visto, altrimenti tutto sommato non avrete sprecato tempo.

Anche gli Angeli mangiano fagioli
Bud Spencere incontra un adeguato Giuliano Gemma, chiamato qui a sostituire Terence Hill, nel classico ruolo del furbetto. Scazzottate anni '30 nella New York ( o era Chicago?) dei Gangsters. Se piace il genere, va visto.
Giudizio: Molto carino.

Apocalypse Now
Film delirante e visionario, lunghissimo e filosofico. Difficile dargli un giudizio: un ufficiale americano dei servizi segreti militari ha la missione di trovare ed uccidere il Colonnello Kurtz (M. Brando), che ha instaurato un regno folle nel mezzo della giungla vietnamita durante la guerra. La follia dell'uomo è splendidamente interpretata da Brando, in questo gigantesco sogno a forma di film.
Giudizio: Molto impegnativo da vedere.

Apocalypto
Mel Gibson ci presenta una storia Maya/Azteca, nella quale un uomo deve fuggire dalla prigionia per salvare la sua famiglia intrappolata in un pozzo. Violento e inconsistente, noiosissimo, buono solo per la ricostruzione del mondo precolombiano
Giudizio: Da dimenticare

Apollo 13
Un film sulla omonima missione spaziale, supportato da un buon cast. La tensione riesce ad essere ricostruita ma sapendo già com'è andata a finire, il film perde molto del fascino. Bravo Tom Hanks.
Giudizio: Carino.

Appaloosa
Scritto anche da Ed Harris, che interpreta lo sceriffo Virgil Cole, il film narra di due pistoleros, Cole appunto e il suo socio Everett (un fantastico Viggo Mortensen), che riportano ordine nella città di Appaloosa. Bragg, (Jeremy Irons, non in formissima ma bravo), ha ucciso lo sceriffo precedente e va consegnato alla giustizia. E ci devono pensare Virgil ed Everett. Ma in città arriva Ellis (Renèe Zelweger, brava anche in questo ruolo), che causerà non pochi grattacapi a Cole.
In Appaloosa c'è tutto: c'è il villaggio del west, ci sono le pistole, c'è il treno a vapore, ci sono i cavalli, c'è il ranch, il tramonto tra le montagne, gli indiani, il duello, le (centellinate) sparatorie. Manca la cavalleria e i banditi e poi c'è tutto il genere.
Somgliante più ai vecchi Western di John Wayne che a quelli di Sergio Leone (e una citazione pure da "Gli Spietati" di Eastwood c'è, però), Appaloosa fondamentalmente potrebbe essere usato come manuale per capire il genere western "classico", non contaminato da fagioli o banditi doppiogiochisti. E' appunto un western "nobile" pieno di onore e un po' di retorica.
Come detto, c'è tutto il genere, e viene mischiato così bene che risulta gradevole anche da chi non ama particolarmente il genere, e forse chi non ha mai visto un western potrebbe sceglierlo come anticamera per capire il genere che comunque ha fatto la storia del cinema tra gli anni 40 e 70, spadroneggiando la scena assieme al genere "mitologico".
Attori fantastici: da Ed Harris, pistolero rozzo ma che vuole diventare sapiente, al silenzioso Viggo Mortensen che gli suggerisce le parole quando non gli vengono in mente, alla Zelwegger che cerca lo stallone dominante, all'odioso J. Irons.
Il piombo è centellinato come i dialoghi eppure la calma placida che regna nel film nè fa una bella pellicola che restituisce lustro al genere, dopo esperimenti relativamente riusciti come Wyatt Earp / Tombstone, volute ca**ate come "Young Guns" e "Bandidas", e lo splendido funerale del genere, "Gli Spietati", appunto.
Merita certamente la visione se non altro per la prova degli attori. Anche le donzelle possono vederlo senza annoiarsi grazie alla presenza ottima della Zelweger.
Giudizio: non male

Arancia Meccanica
Kubrick consegna alla storia, rielaborando un romanzo, uno spaccato sulla società futura dominata dalla violenza, dove chi nasce incendiaro alla fine muore pompiere. Superbo Malcom McDowell che lascia la sua impronta su memorabili scene di pestaggio, essendo il capo di una banda criminale che ascolta Beethoven e si droga con il Latte+. Passando gli anni viene battuto in violenza da praticamente tutti i film, e quindi shocka molto meno di quando uscì.
Giudizio: Da vedere per motivi storici, ma ormai superato.

Attimo fuggente, L'
Robin Williams interpreta un professore anticonformista in un College dalle regole ferree, incoraggia al Carpe Diem i suoi studenti e per questo ha grossi problemi, ma cambierà la vita di alcuni di loro. Ottimo film.
Giudizio: Da vedere

Avatar
Nel Far Wes...ahem, sul pianeta Pandora, ricco di materie prime, un colonnello di 50 anni, occhi turchini e giacca mimetica, vuole appropriarsi di alcune risorse naturali preziose. Che stanno proprio sotto un albero sacro per la popolazione nativa, i Na'vi, una specie di puffi altri 3 metri e dotati di un codino-USB con il quale possono interfacciarsi con gli altri esseri viventi (....). Così il marine Jake, paraplegico, verrà interfacciato con un "Avatar", termine preso in prestito dal sanscrito che identifica la "incarnazione terrena" di un'entità celeste; questo Avatar è identico ad un Na'vi, e pertanto ottimo per infiltrarsi nel loro villaggio e costringerli a smammare, altrimenti il colonnello ripeterà un altro Fiume Sand Creek. Ma dopo avere conosciuto i nativi, Jake riuscirà a rimanere focalizzato sulla missione?
 Avatar, fenomeno mediatico è esempio stupendo dell'hype, ovvero come gonfiare ad arte qualcosa per farlo arrivare al maggior numero di persone. Film che lancia ufficialmente e con prepotenza la tecnologia 3D, è un esercizio MOSTRUOSO di computer-grafica (90% del film è digitale come asserisce lo stesso regista James Cameron). Se gli effetti speciali sono favolosi, Avatar ha la trama più stupida e copiata che si possa immaginare. Senza rovinarvi la sorpresa (Quale???? Tutto va come deve andare....), Cameron ha copiato tutto ciò che poteva, e non mancano su internet i giustissimi paragoni a Balla coi Lupi e Pocahontas. Eh si, perchè i Na'vi, oltre ad assomigliare come tratti somatici agli indiani d'America, urlano, strepitano, si dipingono il corpo, usano arco e frecce e parlano una lingua fin troppo simile al Lakota.
Se aveste ancora dubbi, il fatto che Wes Studi (il "Pawnee" malvagio di Balla coi Lupi) abbia interpretato il capo dei Na'vi, vi dovrebbe bastare come prova.
Ovviamente per organizzare la difesa nativa contro gli umani, serve proprio un umano, come a dire che Pandora è abitato comunque da un popolo di cavernicoli deficienti ma felici che necessitano di un "aiutino" esterno per resistere. Il mito del buon selvaggio di Rousseau viene perciò rielaborato, perché qui non ci sono Na'vi cattivi, mentre quasi tutti gli umani lo sono, e infatti hanno avvelenato il loro pianeta e come tanti virus vanno ad infettare Pandora. Come se non bastasse il manicheismo sfrenato, la storia d'amore assolutamente identica a Pocahontas, tra il marine e la bella principessa Na'vi (splendidamente animata in motion-capture) promessa in sposa al guerrierone incazzoso di turno, è così scontata che non riesce proprio ad emozionare.
Oltre a questo, Cameron riprende la teoria della "Forza" vivente di Lucas, confinandola in una scempiaggine di interfaccia che come detto, ricorda terribilmente l'USB, specie quando il regista americano fa dire a Sigourney Weaver che i Na'Vi attraverso essa, possono "caricare e scaricare dati" con la natura; in pratica il loro secondo albero sacro rappresenta una sorta di mega-server centrale. Penoso.
Per ciò che concerne il 3D, per la prima ora del film si passa da stati di frustrazione estrema (sembra di essere miopi da un occhio, a sondaggio tra il pubblico prevale una certa miopia dell'occhio destro), al meravigliarsi come bambini della bellezza dell'effetto. Dopo la prima ora invece non ci si fa più caso e il 3D diviene non più notabile se non in scene appositamente studiate. Sicuramente una tecnologia da migliorare ancora. Ci si chiede se Avatar fosse uscito durante il picco dell'influenza H1N1, se con gli occhiali "riciclabili" da pulire con salviettina igienizzante inclusa avrebbe potuto incassare così tanto.
Finale con tanto di Little Big Horn e un pizzico di Braveheart, dopo 2 ore 40 non resterete né soddisfatti né delusi. Avatar non vi cambia nulla, vederlo o meno è irrilevante.
C'è da dire che probabilmente è più scontato di Titanic, tanto per restare in tema di Cameron. Perlomeno grazie al 3D non penserete fino in fondi di avere buttato via i soldi. Non merita 2 miliardi di incassi, né tantomeno più di un Oscar. E vedremo quanti invece ne strapperà.
Giudizio: sufficiente. E solo per gli effetti speciali

Australia
Avventura in salsa aborigena che vede la Kidman, Hugh Jackman, David Wenham (Faramir de ISDA) e altri co-primari azzeccati, affrontare la storia delle cosiddette "generazioni rubate" di meticci aborigeni affidati alla chiesa per "civilizzarli". E' proprio uno di questi bimbi che insegnerà l'amore per l'Australia alla nobilotta Kidman che si reinterpreta, piu' matura, nel ruolo simile a quello rivestito in Cuori Ribelli. Spettacolare fotografia ed effetti speciali, un colossal vecchio stile scontato nel plot, come questo genere di film sa essere; intrattiene però senza pentimenti.
Giudizio: Gradevole.



Aviator, The
DiCaprio reinterpreta la vita di Howard Hughes. Il film è carino in certi punti, c'è una strepitosa Cate Blanchett da Oscar, ma per il resto la vicenda è troppo biografica per essere apprezzata.
Giudizio: Consigliato solo a chi conosce il personaggio in questione.

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